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Blog GDPR

Le telecamere sul luogo di lavoro violano la privacy?

[fa icon="calendar"] 16-mag-2019 8.45.22 / da Cristiano Pastorello

Le telecamere sul luogo di lavoro violano la privacy? 

Ormai sono diventate parte integrante dell’arredo urbano, aziendale e domestico. Nate del 1942 grazie all’ingegnere tedesco Brusch, le videocamere ci riprendono in ogni nostro spostamento, alcune addirittura si attivano al nostro movimento, altre ci seguono... insomma sono in simbiosi con noi.

Cosa accade però se un'azienda decide di installare le videocamere di sorveglianza nella propria sede? Come possono coesistere videosorveglianza e privacy?

Qualsiasi strumento che  abbia a che fare con il trattamento dei dati di una persona fisica, in questo caso la sua immagine, è soggetto alla normativa privacy per tutelare gli interessi, i diritti e la libertà dei lavoratori.

A tal proposito, in riferimento alle videocamere installate nel luogo di lavoro, la giurisprudenza si è mossa con lo statuto del lavoratori art. 4 legge n. 300/1970, successivamente il codice per la protezione dei dati personali Decreto Legislativo del 20 giugno 2003 n. 196. Lo stesso GDPR, regolamento UE 2016/679, con il Decreto Legislativo n. 101/2018 adegua il Codice della Privacy (D.lgs. N. 196/2003) al regolamento comunitario. 

Cosa comporta installare telecamere nei luoghi di lavoro?

Prima di elencare quali siano i passi da seguire per poter installare sistemi di videosorveglianza, visto il nuovo regolamento UE 2016/679, parliamo di legittimo interesse del datore di lavoro. È considerata lecita l’installazione di videocamere come deterrente per prevenire furti, violazioni, intrusioni ecc.. Diversamente, il sistema di videosorveglianza non può essere utilizzato per controllare il personale dipendente.

Ad esempio, le apparecchiature non dovranno essere puntate direttamente sulla postazione di lavoro, o comunque essere installate in una posizione tale da riprendere costantemente il dipendente, ma solo nelle zone di passaggio. Addirittura alcuni ispettorati del lavoro, nel dare l’autorizzazione, prescrivono che le telecamere non possano essere messe nelle aree di ristoro.

Il legittimo interesse del datore di lavoro non deve andare contro i diritti e le libertà dei lavoratori.

 

5 fasi per poter installare un sistema di videosorveglianza

  1. È necessario informare i lavoratori o gli interessati attraverso un’informativa privacy di tale trattamento e richiederne il consenso che può essere revocato in qualsiasi momento.

  2. Apporre cartelli in prossimità delle telecamere o nelle zone soggette a ripresa per informare della presenza di un impianto di video registrazione (sono i classici cartelli grandi con lo sfondo giallo). 

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  3. È necessario nominare un responsabile che gestisca i dati registrati dal sistema e successivamente formarlo per evitare che trattati i dati raccolti in maniera illecita. Il datore di lavoro inoltre deve garantire delle misure minime di sicurezza per garantire che l’accesso alle immagini sia riservato solo al personale autorizzato.

  4. La conservazione delle immagini non può essere protratta per più di 24 ore o 48 ore;

  5. Stipulare un accordo con le rappresentanze sindacali o, in mancanza di queste, con la DPL (direzione provinciale del lavoro) nel caso in cui le videocamere riprendono i dipendenti nello svolgimento dell’attività lavorativa. 

Chiariamo una cosa, nel caso in cui le telecamere non riprendano dipendenti, non è necessario sottoscrivere un accordo sindacale o con la DPL. Ad esempio, se si riprendo il retro dell’azienda dove l’accesso non è consentito al personale, non vi è un trattamento.

 

Cosa succede se installiamo delle telecamere senza rispettare i punti sopra indicati?

Il non rispetto dei punti indicati comporta in primis una responsabilità penale del datore di lavoro con sanzioni sono molto salate.

Questa procedura così delicata, ma non tanto complessa, è nata proprio per tutelare la riservatezza dei lavoratori e per evitare la violazione della privacy.

 

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Consulenza Privacy

Categorie: Misure di Sicurezza Privacy, Videosorveglianza

Cristiano Pastorello

Scritto da Cristiano Pastorello

Information Security Manager & Privacy Officer presso ArchiMedia srl. Nonostante i miei studi partiti come geometra, la mia passione per il pc e per tutto quello che sta oltre a quell'involucro di plastica mi hanno trascinato completamente nel settore dell'informatica, tanto da diventare Information Security Manager di ArchiMedia. In questi anni ho seguito importanti progetti come quelli che riguardano la sicurezza informatica del Comune di Verona e di Italscania. In questo ultimo periodo ho deciso inoltre di specializzarmi sul campo del Data Protection ottenendo la Certificazione Federprivacy come Privacy Officer.