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Negozio virtuale, ma… non solo. La modalità digitale nel processo di vendita-acquisto, ovvero l’e-commerce, ha registrato nell’ultimo anno un cambio di passo, diventando quasi la normalità negli scambi commerciali. L’emergenza sanitaria, i divieti e le restrizioni di carattere fisico hanno indotto ad un aumento esponenziale del ricorso alle compravendite nel web.

Peraltro, come il negozio fisico, anche quello virtuale, per essere in regola, deve sottostare a norme stringenti: è on line sì, ma molto “connesso” alla realtà concreta dei principi normativi. Quando si decide di aprire un sito e-commerce, vanno tenuti ben presente e rispettati gli obblighi imposti ai commercianti digitali in tema di adempimenti fiscali, tutela della privacy di cui al Gdpr, nonché sicurezza degli acquisti on line.

 

Gli adempimenti fiscali per aprire un e-commerce

La vendita di beni tramite e-commerce è considerata dall’amministrazione finanziaria un’attività commerciale vera a propria. Questo significa che il suo esercizio abituale richiede necessariamente l’apertura di una partita Iva. L’apertura di un sito e-commerce non è soltanto una questione tecnica: se non si opera in regola con gli adempimenti fiscali, si incorre sicuramente in sanzioni, che possono arrivare anche alla chiusura dell’attività.

La partita Iva è un codice numerico che identifica il modo univoco un soggetto che opera per conto proprio, esercitando un’attività commerciale: ad ogni partita Iva è associato un codice attività. Per l’e-commerce il codice Ateco479110-commercio al dettaglio di prodotti via internet”. Naturalmente, sulla home page del sito devono essere riportati la ragione sociale della ditta individuale, l’indirizzo completo e la partita Iva.

Contestualmente all’apertura della partita Iva deve essere effettuata l’iscrizione nella sezione “commercianti” del registro delle imprese della Camera di commercio di competenza.

L’ultimo adempimento riguarda la dichiarazione di inizio attività al Comune in cui si decide di istituire la sede. Infine, si potrà iniziare ad operare concretamente con il negozio e-commerce solo dopo la presentazione della Scia, ovvero la segnalazione certificata di inizio attività.

 

Gdpr e privacy: informativa e tutela dei dati

Il regolamento generale sulla protezione dei dati personali, ovvero il Gdpr, prevede una serie di regole da seguire per l’apertura di un e-commerce. Anzitutto, ci sono maggiori oneri di informativa privacy: cresce la mole di comunicazioni che i siti devono fornire agli utenti. Tra queste:

  • il periodo di conservazione dei dati
  • il diritto degli utenti a “essere dimenticati”
  • il diritto di domandare la sospensione del trattamento e presentare un reclamo al Garante delle privacy
  • il diritto alla portabilità dei dati e a ricevere ulteriori informazioni.

Inoltre, il consenso per la privacy diventa più stringente. Il Gdpr rafforza i requisiti affinché il consenso dell’utente al trattamento dei dati possa ritenersi valido: deve essere preventivo, espresso ed univoco.

Per quanto riguarda il diritto ad essere dimenticati, il Gdpr stabilisce il diritto degli utenti a veder cancellati i propri dati personali o a veder limitato il loro trattamento.

Non solo: qualora ci fossero violazioni dei dati, la notifica di tali violazioni al Garante della privacy è ora obbligatoria quando la violazione dei dati può “comportare un rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche”.

Altro aspetto fondamentale, riguarda le sanzioni per le imprese che violano le norme sulla privacy: sono state notevolmente inasprite sia a livello amministrativo, sia pecuniario (vanno commisurate al volume di affari dell’impresa).

Infine, sempre per quanto riguarda la privacy policy, c’è l’importante tema dei cookies. Ne esistono di diverso tipo e, in generale, permettono ai siti internet di raccogliere informazioni su visite e acquisti effettuati dagli utenti. Sono i cosiddetti cookies di profilazione con possibili ripercussioni negative sulla tutela del diritto alla privacy degli utenti. La normativa europea è severa in questo ambito, imponendo ai siti di informare preventivamente gli utenti sulla presenza di tali cookies (per mezzo di un apposito banner) e permettendo loro di disattivarli. 

 

Vuoi leggere altri approfondimenti? Ecco cosa offre il nostro Blog:

 

La sicurezza negli acquisti on line

Diversamente dai negozi off line tradizionali, in tutta Europa gli e-commerce devono riconoscere ai consumatori il diritto di recedere dal contratto di acquisto on line, anche senza giustificato motivo, entro un termine minimo di legge pari a 14 giorni dalla data di consegna dei prodotti al cliente.

In sostanza, i consumatori hanno facoltà di restituire i prodotti e di ottenere il rimborso del prezzo d’acquisto e delle spedizioni iniziali senza fornire alcuna giustificazione. È una forma di sicurezza: si deve espressamente informare i visitatori del sito in merito a termini e condizioni del diritto di reso.

Al pari dei negozi fisici, quelli on line devono garantire l’acquisto di prodotti privi di difetti, che funzionino correttamente e che rispondano all’uso dichiarato dal venditore (o al quale i prodotti di quel genere sono solitamente destinati). Nel caso in cui i prodotti presentino difetti di conformità, il consumatore può domandare la sostituzione del prodotto, la rimozione del vizio o, in via residuale, il rimborso del prezzo d’acquisto. Si tratta dell’ennesima tutela legale che va a rafforzare la sicurezza negli acquisti on line.

 

Quindi, inizia con il piede giusto, scopri le 5 regole base per evitare incidenti con la tua attività online.

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Categorie: ecommerce

Andrea

Scritto da Andrea

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